Lunedì, 17 Dic 2018
 
 
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PRINCIPI BASE DELL’OPERA EDUCATIVA DELL’ISTITUTO DELLE SUORE DELLA SACRA FAMIGLIA

 

Primato del valore cristiano

L’educatore deve sentirsi collaboratore del Creatore nella “riuscita della vita degli allievi”, continuatore dell’opera di Dio nella elevazione dell’umanità.

L’opera educativa e didattica è, dunque, evangelizzazione.

L’istruzione religiosa è intesa come presa di coscienza del proprio rapporto esistenziale con Dio Creatore e Padre perché «quando entrano nella mente e nel cuore degli allievi la fede e l’amore verso Dio, tutto diventa più facile, senza Dio tutto si complica irrimediabilmente», diceva la Beata Paola Elisabetta Cerioli.

Da qui si deduce la grande importanza che assume la spiritualità del docente: si è educatori in quanto si è modelli.

 

Attenzione ai più piccoli e bisognosi

accogliendo ogni studente nella singolarità del suo essere individualizzando gli interventi secondo l’indole e le capacità di ciascuno;

riducendo la quota di frequenza per favorire in particolare quelle famiglie che, pur non avendo le possibilità economiche, desiderano dare ai propri figli una formazione che risponda alle proprie ispirazioni.

 

Alta consapevolezza della missione educativa

e, pertanto, nessuna concessione al paternalismo, all’improvvisazione, allo spontaneismo. L’educazione esige intelligenza e ricchezza di doti umane, studio, preparazione, esperienza, rigore di metodo, rispetto delle regole.

Centralità della famiglia e dei suoi valori:

promozione di uno stile di ambiente e di vita serena, accogliente, ricco di affetti genuini come quello di una famiglia ben riuscita, presupposto indispensabile dell’intervento educativo;

 realizzazione di una comunità educante che abbia l’amore e l’intuito caratteristico dei genitori, l’attenzione verso il singolo, il rispetto del tempo di maturazione degli allievi;

 collegialità nella programmazione educativa; collaborazione forte con la famiglia; testimonianza nella vita dei grandi valori della famiglia da trasmettere agli studenti.

 

Apertura:

alle iniziative, ai problemi ed alle istanze della comunità locale civile ed ecclesiale, per una azione educativa unitaria, armonizzando con le parrocchie i programmi pastorali ed educativi, secondo quanto previsto dalla pianificazione diocesana, utilizzando e valorizzando, in maniera più efficace quanto la scuola già svolge in materia di insegnamento religioso e di proposte nei confronti dei genitori;

al dialogo ed alla collaborazione, con particolare attenzione al senso della mondialità e della solidarietà;

 

Scuola formativa che:

produce cultura come sintesi di conoscenze e di abilità;

mette in grado lo studente di apprendere un metodo scientifico e di operatività;

dà una formazione dinamica: non una somma di conoscenze, ma abilità che rendano lo studente capace di rifondare quotidianamente la propria cultura. Solo così si avranno flessibilità, cambiamento, innovazione;

dà l’uguaglianza di possibilità anche nel concreto dell’operare quotidiano. È per tale motivo che la tecnica programmatica assume l’analisi d’ambiente come strumento di conoscenza dei singoli per una possibile individualizzazione degli interventi;

rispetta la diversità di ciascuno, assunto come valore nella convinzione della irripetibilità di ogni uomo. La varietà di motivazioni al fare, allo studiare, la molteplicità di gusti e di stili, le diverse curiosità intellettuali, sono beni assoluti che vanno incentivati e salvaguardati;

rispetta la continuità: la psicologia moderna insegna che le attività mentali del preadolescente si muovono su di una stessa linea continua e progressiva, senza salti improvvisi o bruschi passaggi.